Tipologie di loghi e quali scegliere per il proprio business

Tipi di logo: identità visiva, differenziazione e riconoscibilità

Scopriamo i diversi tipi di logo, classificati in base a struttura ed elementi che li compongono, e a cosa sono più adatti.

 

Cos’è un logo e cosa rappresenta

Un logo non è solo un disegno, una scritta, o un semplice simbolo. Il logo rappresenta l’identità stessa dell’azienda ed è molto più di un’immagine, un logo ben fatto diventa uno strumento riconoscibile fin da subito e fa parte di una più ampia strategia di branding e comunicazione. Il logo, oltre a rappresentare visivamente messaggio e valori di un’azienda, aiuta a differenziarla e a comunicare con il suo pubblico, instaurando un vero e proprio legame. Il logo è formato da vari elementi, come una parte testuale e una parte iconica, più un payoff che ne riassume il messaggio, per saperne di più ti rimando al mio articolo Guida completa su logo, logotipo e immagine coordinata.

Esistono diversi tipi di loghi

Ne esistono anche di diversi tipi: a seconda degli elementi che li compongono esprimono concetti, si legano a determinati messaggi e possono suscitare le emozioni più disparate. Per questo nella progettazione è importante scegliere anche il tipo di logo più corretto ad esprimere l’identità aziendale. Ogni tipo di logo ha quindi determinate caratteristiche e può essere più indicato per un settore invece che un altro, come vedremo nei prossimi paragrafi. L’aspetto in comune tra le diverse tipologie di logo è la funzione: in un’immagine deve racchiudere le caratteristiche di un brand, storia, messaggio, valori e origine. Per questo trovare il tipo di logo più adatto è di fondamentale importanza ed è una fase preliminare nella progettazione di un logo.

Indice dei tipi di logo

  • Logo testuale o Wordmark
  • Monogramma o Lettermark
  • Logo iconico o Pittogramma
  • Logo astratto
  • Logo simbolico
  • Logo emblematico o stemma
  • Logo Mascotte
  • Logo combinato

 

Logo testuale o Wordmark

Il logo testuale o letterale (Wordmark) è quello più semplice, immediato e leggibile, perché formato dal solo carattere tipografico che riporta il nome del brand. Pur essendo subito fruibile può avere il limite di risultare anonimo o essere confuso con altri. Per questo si tende ad utilizzare font particolari e dalla forte personalità, subito riconoscibili perché unici nel loro genere e che vengono subito collegati al messaggio dell’azienda (ricordiamoci che le forme dei font ne influenzano la percezione). Alcuni tipi di font possono venir disegnati appositamente per la creazione del logo stesso. Un altro metodo per differenziare un lettering è creare delle particolari lavorazioni alle lettere stesse. Sono particolarmente usati dalle grandi aziende, con nomi brevi e memorabili. Nell’immagine vediamo alcuni esempi di lettering con font unici e d’impatto (Barbie, Lego, Disney, Pokemon,Coca Cola), oppure loghi con lavorazioni a singole lettere (Dell con una lettera inclinata, Ebay e Google in cui ogni lettera ha colori diversi)  Prendendo ancora come esempio il logo di Barbie, il Wordmark pur cambiando il font nei diversi restyling ha mantenuto il suo colore identificativo.

Esempi di loghi testuali famosi: la scritta in corsivo rosa di Barbie; Dell in blu con la E ruotata di circa 45 gradi; Google col suo font senza grazie e ogni lettera di un colore diverso; Coca Cola e il suo classico font in stile handwriting svolazzante rosso; Disney in nero scritto nel suo stampatello handwriting cartoon; Lego col font molto cartoon, spesso e bianco, delineato tutt'intorno da una linea nera e più fuori da una linea gialla fluo, su sfondo rosso; Ebay, che ricorda molto quello di Google fatta eccezione per i caratteri più grossi e molto ravvicinati; Pokemon, in un font display giallo disposto in un leggero semicerchio, bordato di blu.esempi dell'evoluzione del lettering del logo di Barbie nel corso degli anni. Il logo attuale è tornato ad essere identico al primo.

Monogramma o Lettermark

Il monogramma (Lettermark) è un sigla formata dalle lettere iniziali del nome dell’azienda o della persona.  Le poche lettere che lo compongono (2 o 3) vengono rielaborate graficamente con incastri o per evocare forme particolari.  Ideale come variante secondaria di un logo molto lungo. Sono molto usati dalle multinazionali, nel campo dell’informatica e delle telecomunicazioni, ma anche nella moda. Il monogramma si presta infatti ad applicazioni su tessuti, gadget e a creare pattern. Di seguito alcuni esempi in versione nera: due C incrociate di Chanel, una doppia linea nera continua che forma la parola CNN, D&G col suo caratteristico font senza grazie, HBO con la O che sembra un disco musicale, Louis Vuitton e le sue iniziali incrociate con un font con le grazie e infine P&G, col suo font corsivo con delle leggere grazie

Monogrammi di loghi famosi, in versione nera: due C incrociate di Chanel, Un doppia linea nera continua che forma la parola Cnn, D&G col suo caratteristico font senza grazie, HBO con la O che sembra un disco musicale, Louis Vitton e le sue iniziali incrociate con un font con le grazie e infine P&G, col suo font corsivo con delle leggere grazie

Logo iconico o Pittogramma

Questi loghi sono solamente formati da immagini stilizzate di elementi o oggetti più o meno reali, che diventano veri e propri simboli distintivi. Il pittogramma crea un’identità visiva forte ed immediata, ma deve essere facilmente associato all’azienda, rappresentandone la mission (il panda del WWF), la funzione (la fotocamera di Instagram o l’uccellino “cinguettio” dell’ormai ex Twitter) o parte del nome (i due archi della M di McDonald’s).  Questa associazione visiva serve a creare una connessione con il brand senza barriere linguistiche. Per questo sono usati da marchi globali, come la mela morsicata di Apple, o lo “swoosh” di Nike.

Pittogrammi neri dei loghi Mac Donald's, Apple, Instagram, WWF, Nike, Twitter Q

Logo astratto

Il concetto è simile a quello del logo iconico, ma la sua immagine non è riconducibile a oggetti concreti. In realtà la differenza è molto sottile e il pittogramma di Nike del paragrafo qui sopra ne è un esempio, sono le ali della divinità greca o è una forma astratta? Sono l’ideale per aziende che vogliono richiamare dei concetti ma senza una rappresentazione letterale. Spesso usano forme geometriche e sono flessibili e versatili, adattabili a molti contesti e funzionare in diverse parti del mondo, ma possono risultare anche di difficile interpretazione.

I loghi di Adidas, Pepsi e Microsoft che hanno un pittogramma astratto. Rispettivamente per ogni brand: tre linee nere inclinate che formano un triangolo; un cerchio colorato di rosso, bianco e blu a sezioni curve; quattro quadrati a formare un quadrato più grande, tutti colorati.

Logo simbolico

Il logo simbolico usa immagini riconoscibili per rappresentare un concetto e trasmettere un determinato messaggio. Per esempio il logo dell’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) è formato dal globo terrestre circondato da rami d’ulivo, simbolo di pace. 

Il logo delle Nazioni Unite: una corona d'alloro stilizzata con dentro il simbolo del target e la sagoma della mappa dei paesi che ne fanno parte. Tutto in azzurro. A fianco, la scritta United Nations.

Logo emblematico o stemma

Lo stemma, o logo emblematico, è simile ad un logo combinato tra parte testuale e pittogramma, ma contenuti all’interno di un elemento più grande con un bordo evidente. L’emblema infatti è un logo compatto, che diventa quasi uno stemma in cui il nome dell’azienda viene racchiuso all’interno di una forma geometrica, spesso insieme ad altri elementi.  Lega testo e immagine in un’unica forma, ma con il limite di non permettere la separazione degli elementi. Questa combinazione crea un’immagine complessa che comunica ufficialità, autorevolezza e stabilità. Per questo sono usati da istituzioni, squadre di calcio, marchi di lusso e spesso case automobilistiche. Esempio UPS, Harley-Davidson, Milan, Inter, BMW (immagini loghi di esempio) Ma lo troviamo anche per Converse All Star e Starbucks. 9 esempi di loghi famosi che sono stemmi: 1) il logo di Bmw, composto da due cerchi concentrici. Quello più esterno è nero con le lettere B M W, quello interno è diviso in quattro sezioni alternate nei colori bianco e azzurro. 2) Logo di Converse, un cerchio nero fatto di tre linee di cui le due interne tratteggiate come una cucitura, al centro una stella blu scuro con ai lati le parole

Logo mascotte

Questi tipo fa sempre parte dei pittogrammi, ma quando l’immagine diventa antropomorfa, con sembianze di un essere umano o di un animale ben riconoscibile, si può definire “mascotte”. Immagini Coccodrillo della Lacoste, il colonnello fondatore di Kentuky Fried Chicken, il coniglio di Playboy, la coppia Robe di Kappa e ancora il panda del WWF.

Logo di KFC con il caratteristico colonnello Sanders; logo di Playboy con il coniglietto; logo del WWF col panda; logo di Kappa con due ragazzi seduti di schiena l'uno contro l'altro; Logo di Lacoste col coccodrillo.

Logo combinato

Si tratta di un tipo di logo molto usato, più completo e funzionale, facilmente scorporabile perchè formato da parte testuale, lettering e parte visiva, pittogramma. Questi loghi fondono gli elementi testuali e iconici mantenendo leggibilità e flessibilità, permettendo si usare solo il lettering o solo il pittogramma a seconda delle destinazioni, diventando un vero e proprio logo “responsive”.

Esempi di loghi combinati di brand famosi: Adidas con la sua montagna stilizzata fatta di bande nere inclinate, McDonald's con i suoi due archi dorati che formano una grande M, Puma con la sua sagoma nera dell'animale omonimo, Chanel con le due C a specchio incrociate nere e Rolex con la sua corona dorata.

Perché creare un logo combinato?

Le categorie che suddividono le tipologie di loghi sono flessibili e possono essere rielaborate. Tra i tipi di logo infatti è possibile creare delle combinazioni per completarne l’immagine, aumentandone l’efficacia. L’abbinamento più comune è logo testuale più pittogramma, così facendo l’azienda è sia rappresentata da un lettering, ben leggibile, ma anche da un’icona, facilmente memorizzabile e riconoscibile. Da un logo testuale può anche essere estrapolato un monogramma. L’abbinamento di tipi diversi crea appunto il logo combinato.

Conclusione

La flessibilità nel combinare i loghi è importante per adattarli ai diversi canali della comunicazione. In questo modo si possono creare le varianti secondarie che faranno parte dell’immagine coordinata, andando a personalizzare i diversi touch-point dell’identità visiva. Per conoscere le diverse applicazioni dell’immagine coordinata aziendale, puoi trovare un esempio in questo articolo in cui ti mostro un esempio di immagine coordinata. In conclusione, ogni tipo di logo ha pro e contro, questa diversità permette di trovare il giusto stile comunicativo e la scelta del tipo di logo più corretta è strategica e può fare la differenza nella percezione del brand stesso.

Un esempio dal mio portfolio: che tipo di logo è?

Logo di Mamy Bloom: un semicerchio concavo che accoglie al suo interno due figure stilizzate umanoidi di mamma e figlio. Sotto, la scritta

In questa immagine puoi vedere un mio lavoro di due anni fa: che tipo di logo è, secondo te?  Puoi leggere il caso studio nel mio portfolio, qui   Se vuoi conoscere qual è il tipo di logo più adatto alla tua attività, visita la mia pagina Logo & Brand Identity o contattami per un preventivo personalizzato!

 

 

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